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Un cuore lacerato
Un segno da fare "nel segreto", perchè è lì che il Padre vede. Un segno che tanto anche se non l'ha visto nessuno, l'ha visto Dio e questo ci basta. Un segno che può tracciare la nostra vita e il ritorno a Dio. Un segno che non può far male, anche se lacera, perchè è proprio grazie a quel segno che il Padre "ti ricompenserà".
di don Filippo Gorghetto
“Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio”.
Così si legge nella prima lettura del mercoledì delle ceneri, tratta dal libro del profeta Gioele.
Ok, grazie Gioele. Bella l’idea di ritornare al Signore. Ci sta. Poi in un tempo come questo in cui é facile un po’ perdersi, in cui ci viene più facile pensare a noi stessi che al Signore, quello è proprio un bell’invito. Però, permettici, perchè lacerare il cuore? Cioè, già fa fatica di suo, giá magari ha delle ferite perchė la vita non va sempre tutta liscia. Magari l’idea di curarlo non era meglio? O di ricucirlo...boh!
In effetti l’idea di lacerare il cuore può risultare una delle frasi ad effetto ma un impegno un po’ strano da prendersi e da vivere lungo la quaresima. Però forse è quello di cui c’è bisogno. C’è bisogno di lasciare un segno, un segno che nessuno può vedere se non Dio (e quindi non occorre “lacerare le vesti”).
Un segno da fare "nel segreto", perchè è lì che il Padre vede. Un segno che tanto anche se non l'ha visto nessuno, l'ha visto Dio e questo ci basta. Un segno che può tracciare la nostra vita e il ritorno a Dio. Un segno che non può far male, anche se lacera, perchè è proprio grazie a quel segno che il Padre "ti ricompenserà".
E se abbiamo paura che nessuno veda il "nostro" segno, che nessuno si accorga che stiamo camminando, facendo fatica, che non stiamo facendo sconti alla nostra vita, possiamo stare tranquilli.
Perchè è solo "quel segno" che ci permetterà di “lacerare” chi incontriamo, di lasciare veramente il segno nelle persone che ci passeranno accanto. Magari non vedranno “un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano”, ma gusteranno la bellezza del rapporto con il Signore, capiranno la preziosità del ritorno a Lui.

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Corxiii
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