Chi ha paura di un cromosoma in più?

La verità è che un mondo che ci vuole tutti ugualmente insoddisfatti e tristi, non può sopportare che la gioia esplosiva della vita fiorisca. Un mondo che ci valuta in base a quanto siamo prestanti e produttivi, non può sopportare che la fragilità sia accolta come una forza e come il più grande dei tesori da custodire.
chi ha paura di un cromosoma in più

di Sara Manzardo

Sento mio figlio scalciare e cambiare posizione, rispondere alle carezze e al solletico con dei piccoli movimenti, riconoscere la voce di papà che gli canta la ninna nanna attraverso il pancione. Vedo che cresce, là dentro, e mi chiedo di che colore avrà gli occhi, come sarà il suo primo sorriso. Se anche avesse un cromosoma in più, forse non cambierebbe proprio nulla, non me ne accorgerei neanche. Quello che conta ora è che c’è un amore che cresce e che mi coinvolge, che dà linfa nuova alla nostra famiglia.

E un bambino con sindrome di down o con qualsiasi altra sindrome, tutto quello che chiede e tutto quello che dà è amore. Conosco coppie a cui era stato consigliato di abortire, che ora vivono la gioia di un bimbo che sì, forse ci metterà un po’ di più a raggiungere certi traguardi, ma che da subito ha imparato a dare amore, sorrisi e gioia ai suoi genitori e ai suoi fratelli.

L’amore non conta i cromosomi, perché l’Amore proprio non sa contare. Quello stesso amore che va in perdita, che dona tutto, che si spreca, come può fermarsi di fronte a un piccolo unico cromosoma in più? Quell’amore infinito e perfetto che tutti sogniamo e ci auguriamo, come può fermarsi di fronte a quella che il mondo chiama imperfezione?

È vero, c’è un amore extra che viene richiesto a quei genitori che hanno un figlio così. Ogni caso specifico richiede delle cure particolari, delle attenzioni maggiori, un piccolo surplus di pazienza e di attesa, la forza di rispondere magari anche alle solite stupide domande e considerazioni che la gente fa.

C’è un extra da considerare, che non è scontato, ma che ti salva la vita. Se hai dei figli o semplicemente se hai almeno un fratello, se sei un educatore in parrocchia, se fai volontariato o sogni di diventare un insegnante, sai bene che ogni bambino, ogni ragazzo, ogni anziano, ogni persona richiede un amore speciale, un modo di essere amato del tutto originale, diverso rispetto a tutti gli altri.

>L’amore non ama in serie, ama sul serio. E amare sul serio significa fare lo sforzo di donarsi e di gustare la bellezza là dove il mondo vede solo spreco e mancanza di produttività. Questo tipo di amore, agli occhi di un mondo abituato al massimo comfort e al minimo sforzo possibile, è assurdo da far paura.

E fa paura la gioia, perché ti mette in discussione e scardina quella prigione tanto comoda in cui ti sei chiuso, credendo di stare bene così. Se ci fai caso, un ventunesimo cromosoma è anche sintomo di felicità genuina, non costruita.

Quello che mi hanno insegnato i ragazzi down con cui ho avuto a che fare è che si può essere felici con poco, per le cose belle che spesso io do per scontate. Si può vivere senza il timore di esprimere i propri sentimenti, senza la paura di abbracciare qualcuno dicendogli “ti voglio bene”. Questo fa paura a tanti: la felicità. Perché, come cantava Max Pezzali “chi è deserto non vuole che qualcosa fiorisca in te”.

Ecco perché la sindrome di Down oggi fa paura. Anche se è stata studiata, anche se teoricamente dovremmo essere sempre più istruiti e inclusivi. La verità è che un mondo che ci vuole tutti ugualmente insoddisfatti e tristi, non può sopportare che la gioia esplosiva della vita fiorisca. Un mondo che ci insegna ad essere felici in base al grado di piacere che riceviamo dalle cose e dalle persone, non può concepire quella felicità gratuita che nasce dal semplice fatto di essere vivi e di sentirsi amati. Un mondo che ci valuta in base a quanto siamo prestanti e produttivi, non può sopportare che la fragilità sia accolta come una forza e come il più grande dei tesori da custodire.

Accogliere la vita significa allora vincere questa paura che il mondo vorrebbe metterti addosso, una paura di cui non devi vergognarti, perché non è una tua colpa, può essere naturale e può riguardare chiunque. Ma se prende il sopravvento può precluderti la gioia di poter amare e di essere amato.

Accogliere la vita significa andare controcorrente, là dove tutti ti direbbero che sei pazzo, che sarà troppo difficile, che non ne vale la pena, che il tuo imprevisto è una sfiga da evitare, una preoccupazione da levarti di dosso. Scegliere la vita, scoprire dove sta la vera gioia, amare senza contare e fare calcoli. È questa l’unica cosa che conta davvero.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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