Vegliare è meglio che dormire

C'è una frase che dicono i muezzin ogni mattina alle 5 per svegliare i musulmani e invitarli alla preghiera, ed è "pregare è meglio di dormire". Può valere anche per noi, se la leggiamo dal nostro punto di vista cristiano: pregare, ascoltare la voce del Signore, lasciarlo farsi presente, creare comunione con Lui, leggere e rimasticare la Parola di Dio.

di don Sebastiano Bertin

A volte noi abbiamo l’idea che il “vegliare” di cui ci parla il Vangelo sia una sorta di minaccia divina, perché se Dio arriva allora dobbiamo corrispondere alle sue attese altrimenti non riusciremo a salvare la pelle.

Attenzione! Perché a volte con questa idea crediamo che il nostro Dio sia una sorta di tegola che ci cade sulla testa quando meno ce l’aspettiamo. È così? O forse ci vuole dire qualcos’altro?

Credo che tutto parta da ciò che è descritto nella prima lettura di questa prima domenica di Avvento. Si parla di cosa fa Dio quando noi ci allontaniamo da Lui. E lui ci lascia “vagare lontano dalle sue vie”, certo, perché tutti noi siamo liberi di allontanarci dal bene.

In questo brano viene chiesto un intervento divino:  “se tu squarciassi i cieli e scendessi!”. Prima dell’arrivo di Gesù il popolo d’Israele era certo che per risolvere il problema dell’essere lontani da Lui significasse cose eclatanti, tipo squarciare i cieli… “sussultarono i monti”, dice la prima lettura. Ma è così il nostro Dio?
Non credo.

Credo che tutti noi in cuore desideriamo un intervento di Dio imponente, o prepotente, ma non è così.
Credo che il nostro Dio sia più simile a un amico che chiede ad un altro amico di passare un po’ di tempo insieme.

Martedì sera me ne sono reso conto: pur essendo stanco morto, un mio amico prete mi ha detto che voleva che facessimo due chiacchiere… e ovviamente si è fatto molto tardi. Per me quello è stato un vero e proprio vegliare. Non importava più il dormire.

È stato un lungo tempo di veglia, attiva, in cui permettere al delicato presentarsi di questo amico di dirmi qualcosa di sé. Credo che ne valesse la pena.

Credo che il vegliare con Dio sia la stessa cosa. Dio non si impone, ma si lascia accogliere, se vuoi vegliare e ascoltarlo. Per questo verrà come un bambino. Scende dal cielo, facendosi accogliere.

C’è una frase che dicono i muezzin ogni mattina alle 5 per svegliare i musulmani e invitarli alla preghiera, ed è “pregare è meglio di dormire”. Può valere anche per noi, se la leggiamo dal nostro punto di vista cristiano: pregare, ascoltare la voce del Signore, lasciarlo farsi presente, creare comunione con Lui, leggere e rimasticare la Parola di Dio.

Questa parola è detta per tutti, dice il Vangelo, perché tutti noi prima o poi accoglieremo qualcosa. Tutti possono stare in ascolto, e tutti prima o poi accoglieranno qualcosa. Tutti prima o poi avranno un incontro con il Signore, che squarcia i cieli e si fa accogliere. Tutti possiamo incontrare Dio, se vegliamo.

L’avvento che viviamo è proprio cercare di vegliare con Dio, in attesa di questo bambino, ascoltando che cosa ti vuole dire. Allora sì che Dio scenderà dai cieli.

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Corxiii

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