Tutto sommato, possiamo fare la differenza – Prima domenica di Avvento

Comincia un altro Avvento, in cui ci viene chiesto di non restare indifferenti a ciò che ci capiterà, ai segni che il Signore metterà sul nostro cammino.
omelia prima avvento

Omelia della prima domenica di Avvento – di don Filippo Gorghetto SDB

“Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte”.

Sono alcune delle parole del Vangelo della prima domenica di Avvento. È Parola di Dio! Comincia proprio così, quest’anno, il nuovo anno liturgico, e più precisamente l’Avvento. E’ un avvio un po’ burrascoso, rumoroso, che poco si addice all’immagine poetica e dolce che di solito abbiamo del Natale, pensando alla nascita di Gesù. Insomma, cominciamo proprio bene!

Se ci fermiamo a queste righe di inizio, dobbiamo dire che si tratta di un avvio che non dovrebbe lasciarci indifferenti. Non dovrebbe lasciarci indifferenti perché se il Signore dice di intervenire così nei “segni” del mare e del cielo, molto di più può farlo con noi.

E sappiamo che dove arriva Gesù di solito non lascia mai le cose come sono. Dove arriva il Signore, qualcosa cambia.

Se guardiamo a noi stessi, dovrebbero essere il nostro cuore, la nostra coscienza, la nostra mente, le nostre scelte, le nostre azioni, a cambiare. Non che nel resto dell’anno possiamo rimanere fermi, ma in un tempo particolare come quello che sta iniziando si possono fare passi speciali.

Comincia quindi un altro Avvento, che ci porta il Natale, in cui ci viene chiesto di non restare indifferenti a ciò che ci capiterà, ai segni che il Signore metterà sul nostro cammino. È solo così, solo non restando indifferenti, che alla fine del cammino, tirando le somme, potremmo essere differenti.

Perché, in fondo, credo sia questo che il Signore ci chiede: fare la differenza. Ci chiede di dire con la nostra vita ad un mondo che sta diventando triste (un po’ triste lo sta diventando, diciamocelo), che una speranza c’è, che la gioia è così bella che non puoi non provarla, e non puoi non testimoniarla (è interessante notare come l’Avvento e il Natale siano fatti di gente che si muove: Maria da Elisabetta, i pastori e i Magi da Gesù, angeli un po’ di qua e un po’ di là, Giuseppe e Maria al tempio… insomma, la gioia va “portata in giro”!)

Operazione strana, quella dell’Avvento: se fai la somma dei segni che il Signore ti mette nel cammino, puoi fare la differenza. E questo moltiplica la speranza e con-divide la gioia.

Sarebbe proprio bello se chi ci incontra vedesse non tanto che siamo diversi (l’Avvento forse non ci cambierà poi così tanto!), ma che siamo differenti, che la vita la affrontiamo in un modo che attira, che dà gusto, che uno dovrebbe dire “anch’io voglio essere così”.

Buon cammino d’Avvento!

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Corxiii

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