Le lettere di Berlicche – Halloween edition

Lettere di berlicche

di Andrea Spiezio

Forse conoscerai Le lettere di Berlicche di C.S. Lewis. Si tratta di una corrispondenza tra Berlicche, un diavolo esperto, e il giovane Malacoda, suo nipote. In occasione di Halloween, abbiamo immaginato una serie di mail tra Berlicche e Malacoda, indaffarati a portare dalla loro parte un giovane adolescente. Il Nemico di cui i diavoli parlano, ovviamente, è Dio Padre.

@Malacoda / 30.10.18:

Carissimo Zio,
Qui è il tuo prediletto Malacoda che ti parla, ho bisogno come al solito delle tue malvagissime lezioni! Questa volta sto “seguendo” uno di quegli umani in miniatura, dovrebbe avere su per giù 11 anni, fa la prima media. È così ingenuo, credo che questa volta il lavoretto sarà facile. Poi questo è il nostro periodo preferito, vero Zio? Lo vedo a ricreazione scambiarsi consigli con gli amici su come festeggiare al meglio la festa di Halloween, quali travestimenti, quali scherzi, quali film horror guarderanno insieme fino a tardi. Quanta stupenda attesa!

Anche io non sto più nella pelle…conto in giorni! Su cosa devo puntare quest’anno perché si trascini dietro tanti piccoli bambocci come lui e arrivino quella notte stessa dritti dritti tra le nostre braccia?
Sai la cosa che amo di più in questo periodo dell’anno? Il Silenzio dei soldati del Nemico!

Con affetto, tuo Malacoda.

@Berlicche / 30.10.18:

Bravo mio caro Malacoda!
Vedo che il tuo apprendistato sta producendo finalmente dei buoni frutti! Ebbene, questa festa è davvero una grande trovata del nostro centro di formazione americano: in questo modo in un colpo solo siamo riusciti a far dimenticare quella tremenda arma che è la preghiera per i defunti e di conseguenza in questi anni abbiamo cancellato in quei mostriciattoli che chiamano bambini il
ricordo dell’esistenza di quella Vita Eterna che purtroppo Lui ha conquistato per loro quel maledetto giorno sul Golgota! Anzi! Ora dei cimiteri hanno paura e come vedi non ci va più nessuno!

Ma non cantare vittoria troppo presto! Non basta distogliere l’attenzione di quei mocciosi con mostri e horror, perché da bambini gli esseri umani sono vicini al Nemico più che mai. Basta un attimo, una parola e loro riconosceranno la sua Voce. No, tu devi chiedere aiuto ai tuoi colleghi che si occupano sapientemente dei suoi genitori così che diranno di sì in modo divertito a quel pigiama party a cui
vuole andare (che goduria, sentono il loro figlio come un peso grazie a noi) e poi chiederei a Pelorosso di occuparsi degli insegnanti a scuola in modo che in questi giorni parlino continuamente di Halloween in tutte le materie. Fai in modo che nessuno si ricordi che la parola stessa deriva dall’inglese All Hallows’ Eve, come sai bene in questo secolo il Nostro Padre che è laggiù li sta confondendo parecchio giocando con le parole, con questa storia della neolingua.

Fagli evitare in tutti i modi quei compagni che vanno nella Casa del Nemico, lo sai che l’anno scorso ci hanno fregato quella ragazza proprio sul più bello! Anzi, potremmo avanzare una bella predica pallosa dell’insegnante di Religione di turno in modo che si pianti nella testa del tuo assistito il pensiero che gli amici del Nemico son tutti degli sfigati!
È proprio vero il Silenzio dei soldati del Nemico è qualcosa di meraviglioso..ma ancor di più è vederli cascare in questi due modi con cui li abbiamo fregati da sempre: chi si diverte scherzando su di noi demoni, perché tanto non esistiamo, siamo un retaggio medievale… ma allo stesso modo chi più ci fa pubblicità, sono quegli alleati del Nemico che usano tutte le loro forze per combatterci e odiare chi è in
nostro potere. Così tradiscono un fascino irresistibile verso di noi e perdono di vista la relazione con Lui.

Fammi avere presto aggiornamenti

@Malacoda – 31.10.18:

Sta andando tutto a gonfie vele! Sono riuscito a inserire nella sua play list delle canzoni contro il Nemico, a organizzare degli
scherzi di paura e soprattutto i genitori hanno acconsentito come dicevi tu! Con quale ingenuità hanno riso divertiti quando il figlio ha presentato loro il costume da zombie. Non sanno che quello presto sarà il suo volto per l’eternità! Perché stanotte inizierà per la prima volta a provare quelle geniali sigarette che li conducono sempre dove vogliamo noi: nostri schiavi.
Pensa Zio, che ho saputo che in questa Diocesi nessun Soldato del Nemico stanotte pregherà per chi abbiamo in pugno! Avrò piede libero!
Anzi, molti danno il loro assenso alla nostra festa-truffa perché ormai sono rassegnati, arresi! Che bel lavoro fa su di loro il nostro Vermilinguo!

Pensa che il mio paziente è riuscito addirittura a convincere un suo amico (che frequenta la casa del Nemico) a passare con lui la nottata di horror e sballo! In cambio, ho dovuto chiudere un occhio perché gli ha chiesto se possono passare a cena a salutare gli amici
dell’oratorio. Sono o non sono un genio!? La noia e la stucchevole avversità al Male che entrambi vivranno passando di lì…rafforzerà la voglia di trasgredire dopo! Un’ora di noia per una notte intera con noi! E magari fanno evadere altri da quella luminosa prigione! Ci
pensi Zio, tutto un intero gruppo di ragazzi del Nemico nelle nostre mani…mentre i Suoi Soldatini dormono!
Merito una promozione!
Ma siamo sicuri che Lui è davvero Risorto? Sembra essere sparito!
Con trepidante attesa, il tuo amatissimo

@Berlicche – 31.10.18:

Razza di imbecille che non sei altro! Ma proprio non ci arrivi?
Non capisci che Lui vive attraverso di loro? E per colpa di questo suo amico (ecco perché ti avevo detto di vigilare sulle sue amicizie) è stato armato con l’arma più potente che hanno per annientare la nostra buffonata di Halloween: i Santi.
Gente che appena conoscono, fa ritornare a credere nella Vita Eterna… e addio disperazione e sballo per non pensarci!
Eccolo, lo vedi che gli ha dato in mano l’immagine di quel Massimiliano Kolbe che nel ‘45 già ci ha rovinato con quel gesto di vomitevole @more? Per non parlare di come già gli sta raccontando della vita di Carlo Acutis, quello che in soli 15 anni ci ha strappato centinaia di giovani contagiandoli con l’unica arma segreta del Nemico contro cui noi siamo sconfitti? (che ribrezzo Lui quando fa quella cosa assurda di lasciarsi mangiare!).

Puoi anche parlare ai ragazzi di morte, paura e mostri, ma il nostro problema è che non possiamo produrre altro che illusioni, il Nostro Padre di laggiù ce lo ha sempre detto! Mai la Realtà! E se fai scoprire che nella realtà, nella storia, i Santi ci sono e sono vicini a lui…ricomincerà a credere che il Nemico lo @ma e non deve temere la morte!
Ed eccolo tutto felice in oratorio a giocare e a imparare la vita dei Santi, conoscendo quegli educatori pericolosissimi…come hai potuto permettere che alla fine della festa arrivasse addirittura a ritornare a parlare con la Madre Sua!
Questo è troppo! Vedo che è andato al pigiama party e tutta la notte ha parlato a quei 3 amici di come ha vissuto una festa vera e si è commosso a vedere Don Bosco cercare i carcerati e accogliere gli orfani. Ed eccoli lì a piangere davanti al film che racconta quella
nostra epocale sconfitta a Torino.
Pretendo la tua presenza qui…subito! Questa notte ti farò io la festa!

Riprendiamoci Halloween – 4 cose che non sapevi su questa festa

Halloween 2018

di Andrea Navarin

Riprendiamoci Halloween. Sembra un urlo di guerra, soprattutto se pensiamo alle polemiche nate intorno a questa festa. Non solo per le sue derive consumistiche, per il suo dissonante “innesto” americanizzato nella tradizione italiana, ma anche e soprattutto per uno stile macabro e lugubre che è proprio l’opposto della gioia cristiana nella resurrezione.

In realtà, è proprio di vita che si dovrebbe parlare in questi giorni. Nel tempo, Halloween è diventata una carnevalata dal gusto horror, che celebra le tenebre e scherza con la morte quasi per scaramanzia, con il rischio di cadere in rituali e atteggiamenti che di cristiano hanno ben poco… anzi! Eppure, all’inizio, Halloween era una festa cristiana di origine celtico-irlandese. Basti pensare al nome, All Hallows’ Eve, cioè “vigilia di tutti i santi”. Si parlava di morti, sì, ma per vegliare con loro fino all’alba, in un clima di profonda comunione, fino cioè all’arrivo della luce.

Allora riprendiamoci Halloween, ma non così come ce la propone il mondo, con i vampiri e con le streghe. Riprendiamocela partendo dai suoi 4 simboli principali, per capire come poter approfittare di questa “festa” per riflettere sulla vita, sulla morte, sulla vita eterna, sulla santità.

1. La zucca. La zucca vuota ricorda Jack o’ Latern che si ispira al personaggio di un racconto irlandese, Stingy Jack. Si narra che quest’uomo molto avaro invitò Satana a bere, offrendogli l’anima in cambio di uno scellino, poca roba… Presa la moneta, la pose accanto ad un crocifisso e ciò impedì al diavolo di prendergli l’anima. Una volta morto, però, al povero Jack fu impedito non solo di accedere al paradiso ma anche all’inferno, tanto che il diavolo lo colpì al volto con un tizzone ardente e lo condannò a vagare per la terra con il volto in fiamme. Di personaggi furbi, o che si credono tali, e che cercano di farla in barba al diavolo ce ne sono tanti! Questa favola ha una morale: insegna che bisogna stare molto attenti a scherzare con il male, perché c’è sempre alla fine un prezzo da pagare.

2. Il lumino. Si collega alla zucca, per l’uso di mettere una luce dentro queste dopo averle scavate. La tradizione nasce dal capodanno celtico chiamato Samhain, una festa ripresa e rielaborata dal cristianesimo, che segnava la fine dell’estate e l’inizio dei mesi più freddi. In un periodo dell’anno in cui cessano le attività umane, si entra in una sorta di “morte apparente”. Tuttavia, la vita nel sottosuolo continua a crescere (pensiamo ai semi); quindi, il mondo dei morti, l’aldilà (sottosuolo) è in realtà un mondo pieno di vita. Per i Celti, questi giorni erano sacri ai morti e si credeva che le loro anime avessero il permesso di tornare sulla terra per festeggiare con la propria famiglia. Non erano le forze oscure a riportare indietro i morti, ma il ricordo e l’amore dei vivi che li celebravano gioiosamente. Niente a che vedere quindi con il terrore degli spiriti maligni, ma una festa di comunione tra i vivi e i morti. Venivano allora poste fuori dalle case delle torce o delle rape cave illuminate da candele, per far sì che i morti potessero trovare la loro strada. Se ci pensate, anche noi poniamo un lumino sulle tombe dei nostri cari defunti. Il lumino indica che il defunto è vissuto nella luce della fede e si invoca, come recita l’Eterno riposo, su di lui la luce perpetua, la luce di Dio e della risurrezione. Ma è anche un modo per dire che finché accendiamo una luce per loro, c’è sempre qualcuno che li ricorda, prega per loro e mantiene viva la loro memoria.

3. Lo scheletro. Quanti se ne vedono in giro in questi giorni: nei negozi, in televisione, nei travestimenti! A dire la verità, i cattolici irlandesi, diretti discendenti dei Celti, ma anche altri popoli, avevano l’usanza di accatastare teschi perché si pensava che i defunti, per un certo tempo, appartenessero a entrambi i mondi dei vivi e dei morti. Preparavano persino dei dolci con questa forma. Ma, al di là di questo, su una cosa Halloween ha ragione: possiamo prendere in giro la morte! Non certo travestendoci da vampiri, mostri, streghe per far prendere paura agli altri; ma perché Qualcuno, ovvero Gesù, l’ha sconfitta. E anche se continuerà a spaventarci, perché la morte fa paura, sappiamo che non ha l’ultima parola e viene già sconfitta dall’amore che ancora ci tiene legati ai nostri cari defunti.

4. Il dolcetto. Nell’antica festa celtica, che il cristianesimo ha poi fatto propria, i morti che tornavano alle loro case di un tempo dovevano trovarvi una tavola apparecchiata. Se così avveniva, facevano ritorno contenti nelle loro tombe, altrimenti si lamentavano con i vivi. In questo modo, ci si augurava di avere di che mangiare e bere per tutti, compresi i propri defunti, per tutto il lungo inverno, in un’epoca in cui la carestia e la fame erano più frequenti di adesso. Da qui la tradizione del ritornello “scherzetto o dolcetto” di Halloween. Ancora una volta un segno positivo e pieno di speranza! Dovete sapere che in tutta Italia esistono numerose tradizioni legate alle festa di Ognissanti e dei defunti (in Puglia si prepara una cena apposta per i morti), e in molti casi si anticipano i doni che si scambiano a Natale o alla Befana. Un’usanza molto comune consiste nel preparare appunto dei dolci. In Veneto, regione con forti radici celtiche, oltre a svuotare le zucche per essere trasformate in lanterne, dette lumere, con dentro una candela che rappresentava l’idea di risurrezione, moltissimi piatti sono dei dolci, ad esempio il pan dei morti, realizzati con biscotti secchi sbriciolati e frutta secca. A sottolineare che la vita è cosa buona, che anche la morte non ci deve lasciare un gusto amaro.

Allora, riprendiamoci Halloween per ricominciare come cristiani a parlare della morte senza averne terrore, a celebrare la santità e la vita eterna, a dare una nuova speranza a chi ha bisogno di sdrammatizzare solo perché ha paura. In un mondo che si diverte a scherzare con streghe e fantasmi, immersi nelle tenebre, mostriamo la bellezza della luce e della santità!

Buona vigilia di tutti i santi!