Novena di Natale Corxiii – Ottavo giorno

Novena di Natale

Dal Vangelo di Luca (1,45)

«E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto»

“So dove vado, sono pronto al tuffo in Dio.” (Servo di Dio Carlo Grisolia)

Beata te, che hai creduto. Si tratta della prima beatitudine del Vangelo, ed è rivolta a Maria. Nel saluto di Elisabetta, in questa amicizia fondata sulla fede e sul riconoscere le benedizioni di vita di Dio, si nasconde il nocciolo della nostra fede.

Beata te, che hai creduto in quello che Dio ti ha detto. Beato te, che sei pronto a tuffarti in Dio, anche se non capisci del tutto quello che ti sta accadendo. Il giovane Carlo Grisolia, nella sua malattia, sapeva che Dio poteva dare senso alla sua sofferenza e al suo futuro. Sapeva che Dio, quel Dio che si era fatto uomo per lui, stava condividendo quella croce e lo chiamava a tuffarsi nelle sue braccia.


Mi chiedo: 
Come sto vivendo la mia fede di fronte alle situazioni di difficoltà e di buio che la vita mi mette di fronte?

Un impegno concreto: Pensa a una situazione difficile che stai vivendo o che hai di fronte, una situazione che ti fa paura o che ti preoccupa particolarmente. Scrivila su un bigliettino e mettilo sotto o vicino la mangiatoia del tuo presepe, così da poterla affidare a Gesù Bambino la notte di Natale. Tuffati in Dio che nasce per te!

 

Novena di Natale Corxiii – Settimo giorno

Novena di Natale

Dal Vangelo di Luca (2, 12)

Lo riconoscerete così: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia.

“Io lo guardo e Gesù mi parla. Lo guardo: tutto sparisce intorno, rimane Gesù, luce radiosa che entra nell’anima” (Beato Alberto Marvelli)

Alberto è stato definito un “santo del quotidiano”: impegnato nella società, nella cultura, nella politica, nella Chiesa. Sempre con lo sguardo rivolto a Dio. E l’Avvento che viviamo, anche se è una piccola finestra straordinaria nel calendario, ti chiede di vivere un’attesa quotidiana.

Ogni anno, io mi ritrovo a chiedermi come fare per accogliere Gesù in mezzo alle mille cose da fare, ai mille preparativi per le feste. Il rischio, a volte, è quello di vivere il Natale come un periodo passeggero, come se in tutti gli altri giorni della mia vita non fosse necessario fare spazio a Dio. Invece lo riconoscerete così, dice l’angelo ai pastori: vedrete un bambino, in fasce, in una mangiatoia. Niente di più semplice e niente di più bello. Niente di più quotidiano, perché Dio non aspetta Natale per nascere in te, ma ti sceglie ogni giorno come sua casa.


Mi chiedo:
Come sto vivendo l’attesa del Natale? Sono disposto a credere e a vivere in tutti i giorni dell’anno quella fede quotidiana che si alimenta ogni giorno della mia relazione vera e bellissima con Dio?

Un impegno concreto: Rileggi la frase di Alberto, e falla tua. Approfitta di questo giorno per sperimentare la presenza quotidiana di Gesù nella tua vita, magari scegliendo di vivere la confessione, o partecipando alla Messa, o fermandoti in preghiera. Per qualche istante, tutto sparisce intorno a te, solo Gesù viene ad abitare la tua anima.

Novena di Natale Corxiii – Sesto giorno

Novena di Natale

Dal Vangelo di Luca (3, 11)

Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto.

“Tu ci dai il pane, tu ci dai il tuo amore. Aiuta noi pure a donare ciò che abbiamo ricevuto: pane e amore” (Beata Chiara Luce Badano)

Come andare incontro al Messia? Come preparare il cuore a un Dio che si fa carne nella tua vita? Il Battista, nel deserto, è molto chiaro e molto concreto: dai ciò che hai a chi non ha nulla, condividi il cibo e il vestito. Non si tratta solo di elemosina e di regalare il nostro superfluo, anzi. Si tratta di mettere in gioco il proprio essere cristiani vivendo la carità, mettendo a disposizione ciò che di più prezioso abbiamo ricevuto, non per merito ma per grazia.

Chiara Luce, mentre era malata e costretta a letto, sapeva che non era così povera da poter comunque donare qualcosa a chi entrava nella sua vita. Siamo circondati da fratelli affamati di pane e affamati di amore, che più o meno consapevolmente si avvicinano a noi a mani tese, cercando quell’acqua che può calmare la loro sete.


Mi chiedo: 
Ho mai pensato che ci sono persone che solo io posso amare, perché mi hanno dato fiducia o sono entrate in silenzio nella mia vita? So ascoltare il grido silenzioso di chi, accanto a me, ha bisogno di sentire una parola di Vita?

Un impegno concreto: Oggi fai attenzione a chi hai accanto. Può essere uno sconosciuto affamato di pane, ma può essere anche un amico, un collega, un famigliare affamato d’amore. Fermati con questa persona, chiedigli come sta, donagli il tuo ascolto, donagli quello che gratuitamente hai ricevuto nel tuo incontro con Cristo.

Questo Natale svolta!

Questo Natale svolta!

Chissà quanti, leggendo il titolo avranno pensato per un attimo ai buoni propositi, al lavoro, alle relazioni, alla famiglia…

Eh no…per quanto pubblico sia l’evento del Natale, con un Dio che si fa bambino, nel silenzio, nella povertà, nel mistero, il Natale è uno degli eventi più privati e intimi sulla bella faccia di questa Terra.
Natale ti interroga, a tu per tu: quali speranze nutri, a quali orizzonti punti, quali relazioni vivi.

Non è facile sfuggire al morso della solitudine e ai dolori che questo mondo ci riserva, ma c’è un Tu che risuona, tutti i dì a dire il vero, ma in questi giorni forse ce ne possiamo accorgere un pochetto di più. Una canzone dice “All I want for Christmas is You” (Tutto quello che voglio per Natale sei Tu)…e adesso avremmo qualcuno che pensa che mi stia riferendo a Gesù…e invece no, caro mio, mi riferisco a te, proprio proprio ma proprio te!

Spente le ultime lucette di Natale, quando ciò che resta sono i rumori felpati delle fredde notti invernali, a volte surclassati dal frastuono delle nostre preoccupazioni, c’è un TU che risuona: un Dio che si fa bimbo per dirti che tutto ciò che vuole sei Tu. Lui, venuto per incontrare la tua umanità, venuto per sbaragliare i tuoi pensieri, le tue ansie…

Tutto ciò che vuole Dio, anche a Natale, sei tu…

Apri il tuo cuore, le tue orecchie, le tue mani a Lui, svolta!
Cambia prospettiva, sei tu l’amato, sei tu che vali così tanto da costringere Dio a farsi bambino, a venire senza corazze e glorie, solo con il silenzio di chi vuole ascoltare, condividere e sperare insieme a te. Tutto quello che il Dio della speranza vuole, sei tu! Lasciati abbracciare dal Suo amore per te 🙂

Emanuele

Novena di Natale Corxiii – Quinto giorno

Novena di Natale

Dal Vangelo di Luca (1, 76)

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade.

“Una goccia separata dall’oceano non serve a granché, ma rimanendo nell’oceano ha la sua parte nel sostenere la mole di una nave” (Venerabile Sandra Sabattini)

La vita di Sandra può sembrare ai più una semplice goccia nell’oceano: è nata al cielo a soli 23 anni, per un incidente stradale. Eppure, è una goccia che non è andata dispersa, perché nella sua giovinezza ha scelto di cercare e vivere la sua vocazione. Ha scoperto nella preghiera che Dio la chiamava in mezzo ai poveri e agli ultimi. E ha vissuto la sua vocazione di fidanzata, preparandosi al matrimonio con lo sguardo rivolto verso Dio.

Ognuno di noi, quando nasce, riceve questa benedizione: “Tu, bambino, sarai chiamato profeta. Tu, piccola goccia, sei chiamato a preparare la strada a Cristo, per la salvezza di molti”. Sta a noi capire quale desiderio di bellezza e di realizzazione Dio ha messo nel nostro cuore.


Mi chiedo: 
Ho mai pensato che la mia vita possa essere spesa a servizio degli ultimi e nell’annuncio del Vangelo? Come sto cercando o vivendo la vocazione all’amore che Dio ha pensato per me?

Un impegno concreto: Oggi fermati in preghiera e chiedi al Signore una cosa molto semplice: Aiutami, o Dio, a trovare la strada che può portarmi alla gioia piena. Fa’ che io possa scoprire la via che può rendermi felice, perché io possa presto gustare e annunciare concretamente il tuo amore, vivendo la mia vocazione.

Novena di Natale Corxiii – Quarto giorno

Novena di Natale

Dal Vangelo di Giovanni (1, 6-8)

Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Questi venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui; egli non era la luce, ma fu mandato per rendere testimonianza della luce.

“Spero di riuscire a realizzare la mia missione di “Infiltrato” tra i giovani, parlando loro di Dio, illuminato  proprio da Lui; osservo chi mi sta intorno per entrare tra loro silenzioso come un virus e contagiarli di una malattia senza cura, l’Amore” (Servo di Dio Matteo Farina)

Matteo era un ragazzo molto attento ai suoi amici e compagni di classe: aveva paura che prendessero brutte strade, e per questo cercava di prendersi cura di loro testimoniando ogni giorno l’amore di Cristo, con le parole e con i fatti. Il rischio che spesso corriamo, come cristiani, è quello di vergognarci di parlare di Dio alle persone che incontriamo. O, addirittura, di pensare di essere noi stessi la luce.

Come Giovanni il Battista, ciascuno di noi è inviato a rendere testimonianza della Luce, semplicemente riflettendola e indicandola alle tante persone che cercano senso e amore per la loro vita.


Mi chiedo:
Come vivo il mio essere cristiano nella mia parrocchia e nel mio quotidiano? So mettere da parte il protagonismo per fare spazio alla Luce vera di Dio e testimoniarla?

Un impegno concreto: Oggi accendi una candela o un lumino e mettilo davanti al presepe. Impegnati ad attingere ogni giorno alla Luce di Cristo che nasce nella tua vita, per portare speranza e amore a chi incontrerai.

Novena di Natale Corxiii – Terzo Giorno

novena do natale

Dal Vangelo di Luca (1, 46,49)

Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome.»

“La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio. (Venerabile Carlo Acutis)

Carlo Acutis era un ragazzo normalissimo, con un grande amore: quello per l’Eucaristia. Il suo sguardo di ragazzo appassionato di computer era costantemente rivolto verso quel Pane consacrato che dava gusto e salvezza alla sua vita. Un po’ come Maria, che di fronte alla cugina Elisabetta che la chiama “beata”, cioè felice, inizia a lodare il Signore per le meraviglie che ha compiuto nella sua vita. Maria è felice, perché ha visto Dio all’opera dentro di lei.

Saremo realmente felici quando, invece di guardarci allo specchio in cerca dei nostri errori e delle nostre piccolezze, inizieremo a guardare verso un orizzonte diverso, che va oltre noi stessi. Saremo felici quando alzeremo lo sguardo verso l’amore di Dio.


Mi chiedo:
In questo momento della mia vita, sono realmente felice o vivo nella tristezza? Sono capace di distogliere lo sguardo dal mio io e dalle mie piccole felicità momentanee per cercare qualcosa di più, che renda grande la mia vita?


Un impegno concreto:
Oggi, trova una mezz’ora per fermarti in preghiera davanti all’Eucaristia o a un tabernacolo. Anche se forse in questo periodo vedi solo difficoltà, prova a scrivere il tuo Magnificat, come preghiera di lode per tutto il bene ricevuto e per le meraviglie che Dio sta operando silenziosamente nella tua vita.

NOVENA DI NATALE CORXIII – SECONDO GIORNO

Novena di Natale

Dal Vangelo di Luca (1, 38)

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei..

“Se starai amando veramente te ne accorgerai dal fatto che nulla ti appartiene veramente perché tutto è un dono.” (Serva di Dio Chiara Corbella)


Ci sono momenti in cui la vita ti chiede di fermarti dai tuoi affanni e fare spazio al dono. Spesso pensiamo che amare significhi fare qualcosa per un’altra persona, ed è vero, perché l’amore si nutre di gesti e di parole, di servizio e di cura. Ma non basta: per amare occorre accorgersi che la relazione che vivi è prima di tutto un dono. 

“Avvenga per me secondo la tua parola”. Significa affidare a Dio, fonte dell’amore e delle relazioni belle, tutto ciò che nella nostra vita non è in nostro possesso, ma di cui siamo chiamati ad essere custodi.


Mi chiedo:
Come vivo le mie relazioni con gli altri e la mia relazione con Dio? Riconosco che tutto nella mia vita è dono?


Un impegno concreto: 
Oggi prenditi del tempo per pensare alla persona/ alla situazione che sei chiamato ad accogliere. Prenditi del tempo per ringraziare Dio per quella possibilità di amare che ti ha dato, e affida a Lui le tue relazioni.

L’inganno del Natale . . .

di don Filippo Gorghetto

La tentazione di cominciare una riflessione sull’avvento, o sul Natale, criticando cosa ci propone il mondo è sempre in agguato: è facile giudicare un mondo che, forse anche per colpa di una testimonianza non sempre credibile, si è preso in carico una festa così importante.

Intanto però, anche se effettivamente un po’ troppo presto, panettoni, canzoncine e babbi Natale ci ricordano che questo, proprio questo, è un tempo importante. È un tempo privilegiato. È un tempo di grazia. È un tempo in cui può accadere qualcosa di particolare.

Eppure, dobbiamo ammetterlo, è un mondo che, per quanto dobbiamo ringraziare perché ci ricorda che questo tempo è speciale, allo stesso tempo però non sa più cosa inventarsi, e l’unica cosa che riesce a fare è marchiare a basso costo (con panettoni e addobbi luccicanti) qualcosa di davvero grande, unico e irripetibile: l’incarnazione.

Ma perché non sa più cosa inventarsi? Dopotutto, è da duemila anni che l’incarnazione plasma i cuori, ce ne sarebbero di cose da dire. Forse, però, per il mondo è meglio mantenere un basso profilo, perché probabilmente ha paura di lasciarsi sorprendere da Dio. Da quel Dio che ė capace di farti gustare la vita in modi sempre nuovi e avvincenti anche se l’incarnazione “è sempre la stessa cosa”.E non è solo questione di ingredienti.

Nei giorni che ci hanno introdotti all’Avvento, uno dei consigli che Gesù dava nel vangelo era quello di non lasciarsi ingannare (Lc 21, 8). Perché se ci lasciamo ingannare da ciò che il mondo ci propone per nascondere la verità di noi, della nostra vita, del nostro cuore, “non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta” (Lc 21, 6). Che sembra tragico, ma in realtà lo è! Perché il Natale a basso costo è una vita a basso costo, una vita che non è così vita come potrebbe essere, una vita che si accontenta di poco.

Allora, non lasciamoci ingannare! Non fermiamoci alla prima impressione, non lasciamo che il Natale sia solo quello che il mondo ci propone, non facciamo in modo di restare in superficie senza andare in profondità.
Non permettiamo alla bontà del pandoro (che comunque ringraziamo perché anche lui, nel suo piccolo, “fa Natale”) di impedirci di gustare la verità dell’incarnazione.