Grazie anche a te, Babbo Natale!

Quanti pensavano di togliere dal mondo ogni riferimento religioso, in nome di un rispetto apparentemente al di sopra delle parti, stanno solo aiutando il Natale a restare saldo e sicuro in un periodo e in un modo unici e, forse, impossibili da eliminare.
grazie, Babbo Natale

di don Filippo Gorghetto

È dal 354 che il Natale si festeggia per tutto il mondo il 25 dicembre, anno di redazione di un almanacco che testimonia questa data.

Si dice che sia con papa Giulio I che, intorno al 350, si unificò la data, in quanto prima erano tutte diverse. Tutte lì intorno, però… erano i giorni in cui le giornate si allungavano, segno che una luce nuova stava arrivando nel mondo. È dal 354, insomma, che il 25 dicembre:
1) si festeggia la nascita di Gesù;
2) si fa festa (da qualche decennio anche con regali, Babbo Natale e luci);
3) (forse) si fa vacanza.

1, 2 e 3, ovviamente non sono nell’ordine e sembra, soprattutto in questi ultimi tempi, che la 2 e la 3 abbiano avuto la meglio sulla 1, con l’impressione in qualche caso che addirittura l’abbiano cancellata. A tal punto molti lamentano che il mondo non festeggia più il Natale per quello che è, e che ci si è dimenticati della cosa più importante.

È vero: forse c’è più gente che si ricorda di Babbo Natale che di Gesù, dei regali e delle vacanze piuttosto che dello stare in famiglia. Ma è anche vero che, in questa operazione commerciale/culturale in cui si cerca di cancellare dal mondo ciò che è religioso, i vari regali, le varie lucette, i vari babbi natale ci lasciano comunque un clima di festa e un periodo di vacanza, sempre a ridosso del 25 dicembre.

Quanti pensavano di togliere dal mondo ogni riferimento religioso, in nome di un rispetto apparentemente al di sopra delle parti, stanno solo aiutando il Natale a restare saldo e sicuro in un periodo e in un modo unici e, forse, impossibili da eliminare.

È interessante, a questo proposito, tutto il dibattito sul fare o non fare i presepi. Non si è mai parlato così tanto dei presepi quanto adesso. Magari un musulmano, un buddista, un ateo (vero) avrebbero preferito non sentirne parlare, e invece tutti i giorni, in tanti giornali, parole su parole per difendere o attaccare il tanto innocente presepe.

Cari fedeli cristiani, cattolici, e simili, diciamo grazie a tutti quelli che non vorrebbero un mondo così religioso. Diciamo grazie a Babbo Natale, che per quanti ne vediamo in giro, non smette di essere il sogno proibito di tanti bambini, di trovarlo in casa mentre deposita i regali, perché nella sua “commercialità” ci ricorda che da qualche parte, anche se non lo vedi, c’è un Babbo che pensa a te.

Diciamo grazie a tutti quelli che vorrebbero nascondere Gesù ma, inconsapevoli (e un po’ culturalmente sbadati) non stanno facendo altro che ricordarci ogni anno che il Natale dobbiamo festeggiarlo.

Dobbiamo. Perché sarebbe anti-umano voler nascondere una nascita, soprattutto se questa nascita ha cambiato per sempre le sorti della storia e il senso della vita di tantissime persone. Il mondo non ci riuscirà mai. Suo malgrado, anche per merito suo!

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