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Dimmi chi servi e ti dirò chi sei
di don Sebastiano Bertin "Non potete servire Dio e la ricchezza", ci dice Gesù nel Vangelo. La parola ricchezza, o "mammona", in aramaico si diceva ma-aman, ed è questa la cosa interessante, perché ma-aman ha la stessa radice di "amen". Amen, che vuol dire sì, in ebraico, ma vuol dire anche "è vero", anche "in […]

di don Sebastiano Bertin

"Non potete servire Dio e la ricchezza", ci dice Gesù nel Vangelo.

La parola ricchezza, o "mammona", in aramaico si diceva ma-aman, ed è questa la cosa interessante, perché ma-aman ha la stessa radice di "amen". Amen, che vuol dire sì, in ebraico, ma vuol dire anche "è vero", anche "in verità". "In verità in verità vi dico", si dice "amen amen"...

Insomma, questo amen e questo mammona hanno una cosa in comune.
Il bastone per camminare, quello che aveva anche Mosè per attraversare il deserto, si chiamava amen. Era il bastone su cui appoggiarsi, ciò con cui camminare, ciò su cui far affidamento. Allora vediamo che la questione non è tanto su quanti soldi do per l'elemosina, ma su cosa faccia affidamento stabile la mia vita, in cosa io riesca a trovare solidità.

Quando ero piccolo, mi sono rotto la testa cadendo sui gradini della chiesa del mio paese (...forse la vocazione è entrata lì!). Insomma, mi sono rotto la testa, sangue ovunque, e subito i miei mi hanno portato al pronto soccorso... In quel momento c'era sicuramente qualcosa che non andava: avevo 5 anni, mi ero fatto molto male e vedevo sangue ovunque... ma c'era una cosa sicura: ero in braccio alla mia mamma che mi stava portando in ospedale.

Questa è la nostra vita di credenti: ci sono cose che non vanno bene, non è vero che con Dio tutto fila liscio, non è così. Ci sono momenti in cui tutto sembra rotto, in cui c'è una ferita che ci brucia e piangiamo con alte grida. E' proprio in quel momento che ha senso essere in braccio a Dio.

Se una mamma si dimenticasse del bambino, lui non si dimenticherebbe mai di noi. Non vuol dire che tutto fila liscio, ma che abbiamo Dio come porto sicuro. Abbiamo Lui come certezza solida.

Abbiamo questa sicurezza su cui appoggiarci, anche di fronte alle cose rotte del nostro percorso, l'unico bastone fidato di fronte ad ogni turbamento del mondo. Forse è questo il modo con cui Gesù ci parla di Dio o di Mammona, Dio o la ricchezza. Dio come appoggio di fronte a tutte le cose rotte e sanguinose della nostra vita, oppure ogni altro genere di appoggio: che sia la ricchezza, l'apparire come i gigli, il cibo con cui strafogarsi, e ogni altro genere di piaceri con cui cercare di mettere punti su ferite che non si chiudono.

Possiamo scegliere Dio, oppure possiamo scegliere altri terreni su cui appoggiarci che però inevitabilmente prima o poi diventano un ghiaccio troppo sottile per continuare a camminarci sopra. Dio, un fondamento solido, su cui appoggiarsi con fondatezza, o tanti piccoli ragionamenti che cercano di comprendere la risposta a un male nel mondo che una risposta non ce l'ha.

Un po' disarma, questo Vangelo, come resti senza forza quando sei obbligato a lasciarti prendere in braccio per esser portato in ospedale. Mette a nudo, perché toglie ogni riferimento saldo che non sia Dio e soltanto Dio. Solo dopo questa dura spogliazione possiamo davvero leggere "Il Padre vostro sa che bisogno avete. Cercate il regno di Dio". E mettiamoci, feriti come siamo, nelle braccia dell'unico fondamento stabile in cui possiamo porre la nostra fiducia.


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Corxiii
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