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Ciò che conta è il tuo camminare verso Dio
di don Sebastiano Bertin Spero che tutti voi abbiate deciso cosa votare, no? Nonostante gli scenari politici della nostra Italia, in cui ora non mi addentrerò, il profeta Isaia parla di un altro contesto politico, in cui si stava aspettando un re, un re che potesse portare pace e far funzionare le cose, un re che […]

di don Sebastiano Bertin

Spero che tutti voi abbiate deciso cosa votare, no? Nonostante gli scenari politici della nostra Italia, in cui ora non mi addentrerò, il profeta Isaia parla di un altro contesto politico, in cui si stava aspettando un re, un re che potesse portare pace e far funzionare le cose, un re che potesse porre fine al male (all'epoca il regno d'Israele era minacciato dagli Assiri).

Come facciamo a vivere secondo questo re che è arrivato per noi? Isaia ci dice come sarà il regno di Dio, il regno segnato dai doni dello Spirito, che non sono semplicemente i sette che conosciamo, sono l'insieme infinito dei doni della presenza di Dio, il dono della sua presenza, il dono dello stare con lui... l'unica compagnia che permette al male delle nostre vicende di non ferire più e di poter mettere la mano nella buca più profonda della nostra anima, nelle cose irrisolte perché sappiamo che lì troveremo la sua misericordia, lì arriverà il suo Spirito.

Vi ricordate domenica scorsa? Il primo passo dell'avvento era l'accorgersi della necessità di Dio, il bisogno di Dio nella nostra vita. Ora arriviamo al secondo passo. Giovanni battezzava con l'acqua, Gesù battezza con lo Spirito. Battezzare vuol dire immergere, Giovanni immergeva in acqua, e Gesù immerge nello Spirito.
E lo Spirito Santo ha un'identità molto forte, spesso viene rappresentato con il fuoco. Lo Spirito santo è l'Amore che il Padre ha per il Figlio e che il Figlio amato ha per il proprio padre. Essere battezzati nello Spirito quindi vuol dire entrare nella relazione tra il Padre e il Figlio.

Ecco come esercita la sua potenza questo re che finalmente è giunto: immergendoci nella relazione profonda con Dio. Tutti noi sappiamo cosa significa avere o non avere relazioni, essere in contatto con qualcuno o non sentirlo mai, o ritenerlo una persona inutile. Questo è il secondo passo dell'avvento, entrare nella relazione che così tanto desideriamo.

Una volta è successo che un mio amico, compagno di seminario aveva perso la fede... Eravamo entrambi alle superiori e adesso siamo entrambi preti. Erano alcune settimane in cui lui aveva perso proprio la fede, non credeva più in niente. Un pomeriggio stavamo parlando di questa cosa, proprio perché un paio di anni prima anch'io ho passato qualche mese a domandarmi se Dio c'era o no... quel pomeriggio mi ha detto che era stanco del cristianesimo perché per vivere bene non serve credere. Gli ho chiesto se secondo lui Dio equivale a un codice di leggi. Ovviamente non è così. Credere in Dio significa essere immersi in questo rapporto che genera infiniti doni e che dà la pace nelle cose più dolorose.

Per entrare in questa relazione i criteri sono semplici: non conta il nome che hai o il padre che hai... ciò che conta è il tuo camminare verso Dio, perché Dio ti chiama ad essere con Lui, Dio aspetta che tu ti lasci curare da Lui. Giovanni lo faceva a suo modo, sforzandosi di vivere una continua conversione.

Non ci sono leggi a cui attenersi, perché la costituzione di Cristo è restare immersi nello Spirito Santo.
Questa è la conversione di cui parla Giovanni: uno stato di continuo desiderio e di continuo tentativo di entrata nel cammino verso Dio, di entrata nella compagnia di Dio.
L'alternativa è restare con tutto quel veleno che ci teniamo dentro. Restare vipere velenose che non hanno Dio per Padre ma hanno il loro cognome come unico riferimento dell'esistenza, e ogni volta in cui mettiamo la mano nella buca della nostra coscienza il veleno che ci teniamo dentro resta un veleno mortale...

Conversione è entrare nell'offerta che Dio ci propone, il dono del suo Spirito, e non uscirne più. Restare in questo vento vitale che è l'esercizio del suo regno.

Maranathà, diciamo in questo tempo, no? Vieni, Signore, con il tuo Spirito, perché questa sia la costituzione del tuo regno, la legge del tuo Spirito, la strada di un rapporto forte e stabile con il Padre.


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Corxiii
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