OCCHI NUOVI – Per vivere la Quaresima con uno sguardo diverso sul mondo

a cura di Andrea Navarin

Nel suo recente Messaggio per la Quaresima, papa Francesco scrive: “La “quaresima” del Figlio di Dio è stata un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini”.

Se ci proiettiamo al mattino di Pasqua, è immediato ricordare il Risorto che appare a Maria Maddalena proprio nelle vesti di giardiniere. Egli cioè crea una umanità nuova e prende la figura di quel Dio che, al momento della creazione del mondo, realizza un giardino e lo affida alle cure di Adamo ed Eva. Il giardino in sé è un luogo di convivialità universale e il giardiniere è chiamato a curare con attenzione gli elementi e ad orchestrarli con amore.

Per prendere coscienza ed essere riconoscenti della convivialità di cui ogni cristiano è responsabile, il papa propone tre atteggiamenti fortemente legati al cammino quaresimale.

Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore.

Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia.

Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene.

E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità”.

Tre passi da gigante nella piena realizzazione di quella “ecologia integrale” che permette di educare lo sguardo mistico e poetico di san Francesco nei confronti del mondo, dei fratelli e di Dio, e che vorremmo coltivare attraverso un cammino speciale.

Ogni lunedì, mercoledì e venerdì, ti verrà proposto un invito per vivere una Quaresima diversa, guidata dalle parole di Papa Francesco e da alcune domande che si trasformino in gesti concreti di profonda conversione degli occhi e del cuore.

Tutta la creazione è “protesa verso la rivelazione dei figli di Dio” (Rm 8,19). Sei pronto a dare il tuo contributo a questa ardente aspettativa? Sei pronto a guardare con occhi nuovi la realtà che ti circonda?

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Digiunare… da se stessi

digiunare... da se stessi

di don Filippo Gorghetto 

Ogni anno, la Quaresima parte con delle indicazioni bel precise date durante il mercoledì delle ceneri: digiuno, elemosina e preghiera. In questa prima domenica ci presenta Gesù che passa quaranta giorni nel deserto e alla fine, giustamente, ha fame… e nonostante la proposta di Satana continua imperterrito nel suo non mangiare.

Se guardiamo bene, la Bibbia ci parla di un digiuno che più che un togliere, chiede di fare. Solo un esempio, da Isaia:

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi
e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?

Fare qualcosa di più per gli altri, in fondo, vuol dire fare qualcosa di meno per noi. Forse in questa quaresima ci viene chiesto di digiunare da noi stessi. Non nel senso che non pensiamo più a noi, ma nel senso che pensiamo di più agli altri che a noi.

E’ una sfida dura, ammettiamolo. Quante volte ci capita di voler aver ragione, quante volte pensiamo che siamo noi a ragionare correttamente, o che la soluzione migliore sia quella che proponiamo noi, o che il punto di vista migliore su una situazione sia il nostro. Un saggio dei nostri tempi dice ironicamente “È un peccato che le persone che sanno come far funzionare il paese siano troppo occupate a guidare taxi o a tagliare capelli.”

Gesù alla proposta del diavolo avrebbe potuto tranquillamente trasformare le rocce in pane, o gettarsi dal pinnacolo del tempio e volare o inventarsi qualcosa senza ricorrere agli angeli. Avrebbe potuto, ma non l’ha fatto. Perché ha lasciato da parte se stesso, e si è fidato e affidato a Dio. Sarebbe stato molto più facile risolvere al momento la situazione, ma sarebbe stato solamente negli interessi di Satana.

Digiuniamo, allora, digiuniamo. Facciamo digiuno dal nostro io, da noi stessi. Ci sarà più spazio per gli altri e per Dio. È vero, è più difficile, perché fare un passo indietro ci da quasi l’idea di essere perdenti, di essere deboli, ma in realtà sappiamo che proprio quando siamo deboli, allora siamo forti. Già sentita, no?