Novena di Natale Corxiii – Nono giorno

Novena di Natale

Dal Vangelo di Giovanni (1, 14)

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

“Voglio davvero che il piccolo Gesù si trovi così bene nel mio cuore da non pensare più a ritornare in Cielo.” (Santa Teresa di Lisieux)

La nascita di Gesù non è solo un evento storico, ricordato dalla tradizione. La nascita di Gesù è l’evento che dà senso alla tua vita e alle tue relazioni. Perché è per un atto di amore che Dio ha deciso di nascere in una famiglia, di fare esperienza della vita di uomo. Lo ha fatto per donarti la Vita, quella con la V maiuscola, quella che inizia nel grembo di una madre e continua nell’eternità e nella gioia senza fine.

Il Natale ha senso se lo guardi dalla prospettiva della Pasqua: Dio, parola che crea e dà vita, si è fatto carne e si è fatto pane per te. Il vero dono di questo Natale è la presenza reale di quel Dio che tutto farebbe per vederti felice e realizzato, perché ha deciso che tu vali la Sua stessa vita.


Mi chiedo:
Come la piccola Teresa di Lisieux, guardo il mio cuore con gli occhi della fede. E’ un cuore aperto per accogliere la Luce di Dio che vuole abitare la mia vita?

Un impegno concreto: La presenza di Dio nel mondo non è un’occasione speciale del Natale, ma un dono da vivere ogni giorno. Questa sera, durante la S.Messa, preparati a ricevere l’Eucaristia pensando che in quel pane c’è davvero Cristo fatto uomo e fatto pane per te. Prova a gustare quella presenza reale di Dio in te e quell’unione d’amore speciale e indissolubile, tra te e Lui.

 

Novena di Natale Corxiii – Ottavo giorno

Novena di Natale

Dal Vangelo di Luca (1,45)

«E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto»

“So dove vado, sono pronto al tuffo in Dio.” (Servo di Dio Carlo Grisolia)

Beata te, che hai creduto. Si tratta della prima beatitudine del Vangelo, ed è rivolta a Maria. Nel saluto di Elisabetta, in questa amicizia fondata sulla fede e sul riconoscere le benedizioni di vita di Dio, si nasconde il nocciolo della nostra fede.

Beata te, che hai creduto in quello che Dio ti ha detto. Beato te, che sei pronto a tuffarti in Dio, anche se non capisci del tutto quello che ti sta accadendo. Il giovane Carlo Grisolia, nella sua malattia, sapeva che Dio poteva dare senso alla sua sofferenza e al suo futuro. Sapeva che Dio, quel Dio che si era fatto uomo per lui, stava condividendo quella croce e lo chiamava a tuffarsi nelle sue braccia.


Mi chiedo: 
Come sto vivendo la mia fede di fronte alle situazioni di difficoltà e di buio che la vita mi mette di fronte?

Un impegno concreto: Pensa a una situazione difficile che stai vivendo o che hai di fronte, una situazione che ti fa paura o che ti preoccupa particolarmente. Scrivila su un bigliettino e mettilo sotto o vicino la mangiatoia del tuo presepe, così da poterla affidare a Gesù Bambino la notte di Natale. Tuffati in Dio che nasce per te!

 

Novena di Natale Corxiii – Settimo giorno

Novena di Natale

Dal Vangelo di Luca (2, 12)

Lo riconoscerete così: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia.

“Io lo guardo e Gesù mi parla. Lo guardo: tutto sparisce intorno, rimane Gesù, luce radiosa che entra nell’anima” (Beato Alberto Marvelli)

Alberto è stato definito un “santo del quotidiano”: impegnato nella società, nella cultura, nella politica, nella Chiesa. Sempre con lo sguardo rivolto a Dio. E l’Avvento che viviamo, anche se è una piccola finestra straordinaria nel calendario, ti chiede di vivere un’attesa quotidiana.

Ogni anno, io mi ritrovo a chiedermi come fare per accogliere Gesù in mezzo alle mille cose da fare, ai mille preparativi per le feste. Il rischio, a volte, è quello di vivere il Natale come un periodo passeggero, come se in tutti gli altri giorni della mia vita non fosse necessario fare spazio a Dio. Invece lo riconoscerete così, dice l’angelo ai pastori: vedrete un bambino, in fasce, in una mangiatoia. Niente di più semplice e niente di più bello. Niente di più quotidiano, perché Dio non aspetta Natale per nascere in te, ma ti sceglie ogni giorno come sua casa.


Mi chiedo:
Come sto vivendo l’attesa del Natale? Sono disposto a credere e a vivere in tutti i giorni dell’anno quella fede quotidiana che si alimenta ogni giorno della mia relazione vera e bellissima con Dio?

Un impegno concreto: Rileggi la frase di Alberto, e falla tua. Approfitta di questo giorno per sperimentare la presenza quotidiana di Gesù nella tua vita, magari scegliendo di vivere la confessione, o partecipando alla Messa, o fermandoti in preghiera. Per qualche istante, tutto sparisce intorno a te, solo Gesù viene ad abitare la tua anima.

Novena di Natale Corxiii – Sesto giorno

Novena di Natale

Dal Vangelo di Luca (3, 11)

Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto.

“Tu ci dai il pane, tu ci dai il tuo amore. Aiuta noi pure a donare ciò che abbiamo ricevuto: pane e amore” (Beata Chiara Luce Badano)

Come andare incontro al Messia? Come preparare il cuore a un Dio che si fa carne nella tua vita? Il Battista, nel deserto, è molto chiaro e molto concreto: dai ciò che hai a chi non ha nulla, condividi il cibo e il vestito. Non si tratta solo di elemosina e di regalare il nostro superfluo, anzi. Si tratta di mettere in gioco il proprio essere cristiani vivendo la carità, mettendo a disposizione ciò che di più prezioso abbiamo ricevuto, non per merito ma per grazia.

Chiara Luce, mentre era malata e costretta a letto, sapeva che non era così povera da poter comunque donare qualcosa a chi entrava nella sua vita. Siamo circondati da fratelli affamati di pane e affamati di amore, che più o meno consapevolmente si avvicinano a noi a mani tese, cercando quell’acqua che può calmare la loro sete.


Mi chiedo: 
Ho mai pensato che ci sono persone che solo io posso amare, perché mi hanno dato fiducia o sono entrate in silenzio nella mia vita? So ascoltare il grido silenzioso di chi, accanto a me, ha bisogno di sentire una parola di Vita?

Un impegno concreto: Oggi fai attenzione a chi hai accanto. Può essere uno sconosciuto affamato di pane, ma può essere anche un amico, un collega, un famigliare affamato d’amore. Fermati con questa persona, chiedigli come sta, donagli il tuo ascolto, donagli quello che gratuitamente hai ricevuto nel tuo incontro con Cristo.

Novena di Natale Corxiii – Quinto giorno

Novena di Natale

Dal Vangelo di Luca (1, 76)

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade.

“Una goccia separata dall’oceano non serve a granché, ma rimanendo nell’oceano ha la sua parte nel sostenere la mole di una nave” (Venerabile Sandra Sabattini)

La vita di Sandra può sembrare ai più una semplice goccia nell’oceano: è nata al cielo a soli 23 anni, per un incidente stradale. Eppure, è una goccia che non è andata dispersa, perché nella sua giovinezza ha scelto di cercare e vivere la sua vocazione. Ha scoperto nella preghiera che Dio la chiamava in mezzo ai poveri e agli ultimi. E ha vissuto la sua vocazione di fidanzata, preparandosi al matrimonio con lo sguardo rivolto verso Dio.

Ognuno di noi, quando nasce, riceve questa benedizione: “Tu, bambino, sarai chiamato profeta. Tu, piccola goccia, sei chiamato a preparare la strada a Cristo, per la salvezza di molti”. Sta a noi capire quale desiderio di bellezza e di realizzazione Dio ha messo nel nostro cuore.


Mi chiedo: 
Ho mai pensato che la mia vita possa essere spesa a servizio degli ultimi e nell’annuncio del Vangelo? Come sto cercando o vivendo la vocazione all’amore che Dio ha pensato per me?

Un impegno concreto: Oggi fermati in preghiera e chiedi al Signore una cosa molto semplice: Aiutami, o Dio, a trovare la strada che può portarmi alla gioia piena. Fa’ che io possa scoprire la via che può rendermi felice, perché io possa presto gustare e annunciare concretamente il tuo amore, vivendo la mia vocazione.

Novena di Natale Corxiii – Quarto giorno

Novena di Natale

Dal Vangelo di Giovanni (1, 6-8)

Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Questi venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui; egli non era la luce, ma fu mandato per rendere testimonianza della luce.

“Spero di riuscire a realizzare la mia missione di “Infiltrato” tra i giovani, parlando loro di Dio, illuminato  proprio da Lui; osservo chi mi sta intorno per entrare tra loro silenzioso come un virus e contagiarli di una malattia senza cura, l’Amore” (Servo di Dio Matteo Farina)

Matteo era un ragazzo molto attento ai suoi amici e compagni di classe: aveva paura che prendessero brutte strade, e per questo cercava di prendersi cura di loro testimoniando ogni giorno l’amore di Cristo, con le parole e con i fatti. Il rischio che spesso corriamo, come cristiani, è quello di vergognarci di parlare di Dio alle persone che incontriamo. O, addirittura, di pensare di essere noi stessi la luce.

Come Giovanni il Battista, ciascuno di noi è inviato a rendere testimonianza della Luce, semplicemente riflettendola e indicandola alle tante persone che cercano senso e amore per la loro vita.


Mi chiedo:
Come vivo il mio essere cristiano nella mia parrocchia e nel mio quotidiano? So mettere da parte il protagonismo per fare spazio alla Luce vera di Dio e testimoniarla?

Un impegno concreto: Oggi accendi una candela o un lumino e mettilo davanti al presepe. Impegnati ad attingere ogni giorno alla Luce di Cristo che nasce nella tua vita, per portare speranza e amore a chi incontrerai.

Novena di Natale Corxiii – Terzo Giorno

novena do natale

Dal Vangelo di Luca (1, 46,49)

Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome.»

“La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio. (Venerabile Carlo Acutis)

Carlo Acutis era un ragazzo normalissimo, con un grande amore: quello per l’Eucaristia. Il suo sguardo di ragazzo appassionato di computer era costantemente rivolto verso quel Pane consacrato che dava gusto e salvezza alla sua vita. Un po’ come Maria, che di fronte alla cugina Elisabetta che la chiama “beata”, cioè felice, inizia a lodare il Signore per le meraviglie che ha compiuto nella sua vita. Maria è felice, perché ha visto Dio all’opera dentro di lei.

Saremo realmente felici quando, invece di guardarci allo specchio in cerca dei nostri errori e delle nostre piccolezze, inizieremo a guardare verso un orizzonte diverso, che va oltre noi stessi. Saremo felici quando alzeremo lo sguardo verso l’amore di Dio.


Mi chiedo:
In questo momento della mia vita, sono realmente felice o vivo nella tristezza? Sono capace di distogliere lo sguardo dal mio io e dalle mie piccole felicità momentanee per cercare qualcosa di più, che renda grande la mia vita?


Un impegno concreto:
Oggi, trova una mezz’ora per fermarti in preghiera davanti all’Eucaristia o a un tabernacolo. Anche se forse in questo periodo vedi solo difficoltà, prova a scrivere il tuo Magnificat, come preghiera di lode per tutto il bene ricevuto e per le meraviglie che Dio sta operando silenziosamente nella tua vita.

NOVENA DI NATALE CORXIII – SECONDO GIORNO

Novena di Natale

Dal Vangelo di Luca (1, 38)

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei..

“Se starai amando veramente te ne accorgerai dal fatto che nulla ti appartiene veramente perché tutto è un dono.” (Serva di Dio Chiara Corbella)


Ci sono momenti in cui la vita ti chiede di fermarti dai tuoi affanni e fare spazio al dono. Spesso pensiamo che amare significhi fare qualcosa per un’altra persona, ed è vero, perché l’amore si nutre di gesti e di parole, di servizio e di cura. Ma non basta: per amare occorre accorgersi che la relazione che vivi è prima di tutto un dono. 

“Avvenga per me secondo la tua parola”. Significa affidare a Dio, fonte dell’amore e delle relazioni belle, tutto ciò che nella nostra vita non è in nostro possesso, ma di cui siamo chiamati ad essere custodi.


Mi chiedo:
Come vivo le mie relazioni con gli altri e la mia relazione con Dio? Riconosco che tutto nella mia vita è dono?


Un impegno concreto: 
Oggi prenditi del tempo per pensare alla persona/ alla situazione che sei chiamato ad accogliere. Prenditi del tempo per ringraziare Dio per quella possibilità di amare che ti ha dato, e affida a Lui le tue relazioni.

Novena di Natale Corxiii – Primo giorno

Novena di Natale Corxiii

 

Dal Vangelo di Luca (1, 26-28)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? Finché la Fede mi darà forza, sempre allegro.” (Beato Piergiorgio Frassati)


Quello che Piergiorgio ha sperimentato nei suoi 24 anni di vita, nel servizio ai poveri, nelle amicizie e nell’impegno nella Chiesa,
è un Dio che dà gioia. Una gioia piena, che non ha fine, alimentata dalla fede in Chi gli ha dato la vita, in Chi lo ha scelto e amato dal suo primissimo istante nel grembo materno, in Chi si è fatto carne e si è fatto Pane per amore.


“Rallegrati, Maria, perché il Signore è con te”
. E rallegrati anche tu, proprio tu, con il tuo nome e la tua storia, perché il tuo è un Dio-con-te, che si fa presente nella tua vita rendendola bella e piena di luce.


Mi chiedo: 
Chi è per me Dio? Quanto sono disposto a credere che la Sua presenza nella mia storia sia motivo di gioia?


Un impegno concreto:
Ogni giorno incontriamo amici, famigliari, conoscenti o colleghi che stanno vivendo una difficoltà che toglie loro il sorriso. Oggi prenditi l’impegno di rallegrarti per il Bene che c’è nella tua vita e di portare la tua gioia a chi incontri, con una parola o un gesto semplice e concreto.