Il senso della Quaresima: oltre la maschera, nel segreto del cuore.

di don Filippo Gorghetto

Non tanto stranamente, la Quaresima arriva dopo il carnevale.

La Quaresima arriva dopo un breve periodo in cui l’uomo decide che è bene non essere se stesso, è bene nascondersi, non far vedere chi si è per davvero. Ma che cosa deve nascondere, l’uomo?

Perché, come sempre, quello che l’uomo fa non è mai puramente funzionale: non ci si mette una maschera perché si deve nascondere una imperfezione o un difetto, o del viso o del corpo (che solo qui ci sarebbe da chiedersi chi decreta che una caratteristica sia un difetto).

Quello che si vuole nascondere è dentro, è qualcosa di più profondo, di più radicale per la vita dell’uomo.

Ammettiamolo: ci piace “nasconderci”, ci piace fare in modo che gli altri non sappiano chi siamo realmente, ci piace far finta di essere qualcun altro.

Il problema è che fare così, fare “carnevale” ci fa nascondere la fatica di un rapporto, quello con Dio, che è un rapporto faticoso, alle volte ruvido, ma che non ammette maschere, non ammette nascondimenti, non ammette fraintendimenti. Con Dio non si può far finta di essere qualcun altro.

Il bello è che nessuno vuole togliere il carnevale; ma il buon Dio vorrebbe ci ricordassimo che dopo il carnevale comincia la Quaresima.

“Il Padre tuo che vede nel segreto”, sono le parole con cui ogni Quaresima comincia. E sono il segno della dolce prepotenza con cui Dio vorrebbe camminassimo insieme in questo tempo speciale: per riscoprire un rapporto che direbbe la verità della nostra vita, un rapporto che ci svestirebbe di tutte le maschere che la nostra anima si è messa per far finta che non sia così facile una vita con Dio.

Il Signore ci porta in questa Quaresima, dolcemente, nel segreto: nel segreto del rapporto che ognuno ha con Lui. Quasi a voler riguadagnare un rapporto che c’è (da) sempre ma ha sempre bisogno di una ripresa, di una lucidata, di una “svecchiata”.

Viviamo allora serenamente il nostro quotidiano carnevale, in cui, segretamente, non vorremmo farci riconoscere (quanto fastidio dà non sapere chi c’è dietro o dentro una maschera), ma non dimentichiamo mai, all’inizio di questa Quaresima, ma anche ogni mattina, che il buon Dio ci porta nel segreto del nostro cuore per gustare sempre di più il Suo amore.

Lui e io, io e Lui. E nessun altro.