Se ci può essere permessa una licenza poetica, Avvento porta in sé il termine “vento”.
All’inizio di un nuovo anno liturgico, arriva una ventata di freschezza, arriva il soffio dello Spirito che ci fa ripartire per “aggiornare” il nostro rapporto con il Signore. Arriva aria nuova!
E cosa ci porta? Ci porta un bell’abito, un vestito nuovo. Un po’ particolare, a dire il vero. “Indossate le armi della luce”, ci chiede san Paolo.
Le armi della luce sono quelle che fanno risplendere le giornate della presenza del Signore, sono quelle che ti permettono di essere luce, in modo che puoi suggerire a tanti: “Venite, camminiamo nella luce del Signore” (Is 2, 5). Sono quelle che ti tengono sveglio e ti fanno vegliare – perché “è ormai tempo di svegliarsi dal sonno”! – quando arriva il ladro e cerca di scassinarti la casa. Perché se non stai attento il ladro arriva e ti ruba l’anima, scassina la cosa più importante che abbiamo, rovina il nostro rapporto con il buon Dio.
Tenetevi pronti, allora! Teniamoci pronti!
Perché nell’ora che non sappiamo Dio si affaccerà alla nostra vita, con il suo stile, nel modo più impensabile: “spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, dalle loro lance faranno falci”. (Is 2, 3). Se questo è il suo stile, con cui ogni volta ci stupisce, chissà in quante occasioni si manifesta nelle nostre giornate: sorrisi, abbracci, sguardi, volti, mani tese, saluti allegri, scuse fatte con il cuore.
Non stanchiamoci allora di indossare ogni giorno le armi della luce, le più pacifiche in circolazione, così nessuno ruberà la nostra anima, e potremo vivere sempre in Dio.