Prima Domenica di Quaresima: uno spoiler… speciale!

di don Filippo Gorghetto

Cominciare un film sapendo la fine…non è proprio il massimo. E sentirsi dire il finale, del suddetto film, fa arrabbiare…o no?

Nelle letture di questa prima domenica di Quaresima, a cammino appena iniziato, ci viene già data l’anticipazione di quello che succederà a Noè dopo il diluvio, e anche a noi dopo i 40 giorni di deserto. Provate a rileggerle…. Sono praticamente uno spoiler!

La prima lettura ci dice che il buon Dio promette una alleanza, per quando finirà il diluvio. Un’alleanza di quelle toste, impegnative (per Dio): non solo con i presenti, ma con tutti gli uomini che ci saranno che con tutti gli esseri viventi della terra. Per inciso: ma quanto garbiamo a questo Dio che già dall’epoca del diluvio ha pensato a noi, uomini tecnologici del 2018?

Allo stesso modo, il Vangelo ci dà un’anticipazione non da poco. Dopo un periodo di cammino nel deserto, in cui il problema dell’acqua era il minore, arrivano alcune buone notizie: il tempo è compiuto (tradotto: tutto quello che Gesù aveva da dire, l’ha detto…il puzzle della salvezza è completo), il regno di Dio è vicino (tradotto: la presenza di Dio è, contro ogni previsione, nella nostra storia e nella nostra vita), e “convertitevi e credete al Vangelo” (tradotto: non si è o buoni o cattivi, ma ogni giorno abbiamo la possibilità di plasmare il nostro cuore).

La promessa di un’alleanza e la promessa del compimento del Regno, queste sono le anticipazioni che le letture ci fanno all’inizio della Quaresima. Uno spoiler per cui arrabbiarsi? Forse stavolta è diverso, perché anche se noi siamo solo all’inizio di questo cammino e siamo chiamati a scoprire ogni giorno cosa Dio ha in serbo per noi, a differenza dei film credo che questi spoiler ci aiutino.

Affrontare un cammino nel deserto, infatti, non deve essere del tutto facile, sopratutto se si cammina con del fiato sul collo dal nome “Satana”. Affrontare un cammino di quaresima, tempo di grazia sempre e comunque, in cui il Signore ci chiede di riprendere sul serio in mano la nostra vita (anche di fede), con alcune armi speciali (elemosina, preghiera, digiuno, 3 nomi a caso?!), non è per nulla facile.

Sapere che al termine del cammino c’è una Promessa, sapere che troveremo qualcuno che, oltre a darci il 5, vorrà stringere un patto con noi, non è male. Anzi. Non è solo garanzia di riuscita, ma anche forza per affrontare con decisione il cammino.

Incamminiamoci con decisione, allora. Senza paura. Chissà che al termine di questo nostro cammino quaresimale non troviamo un arco nel cielo. Colorato, magari. In cui però non c’è scritto “arrivo”, ma “partenza”.

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