Fare ordine nella propria vita: anche da qui passa la felicità.

Di don Filippo Gorghetto SDB –

Chissà come i giornali dell’epoca avrebbero riportato l’episodio che ci racconta oggi il Vangelo. Forse si sarebbe gridato allo scandalo, per un uomo “strano”, forse pazzo, che urla nel tempio, che scaccia tutti, che rovescia i banchi. Parole diverse ma stesso significato di quello che oggi i giornali potrebbero raccontare, di un fatto del genere. Probabilmente i giornalisti dell’epoca non avrebbero capito quello che era, ed è, l’intento di Gesù.

È evidente come la prospettiva di Gesù sia diversa: non fate della casa del Padre mio un mercato. Parlano del tempio, tutti pensano ai mattoni e nessuno pensa all’anima.

Sembra che Gesù dia per scontato che il mondo pensi come Lui, e invece no. Che tutti abbiano il suo ordine in testa, ma non è così. Ma la sua prospettiva è diversa da quella del mondo. Non che sia all’opposto, è che va più in profondità, cerca di fare verità, punta alle cose che davvero contano.

E in quaresima, cercare questo ci fa davvero bene. I comandamenti elencati nella prima lettura di questa terza domenica di Quaresima, pur sembrando delle limitazioni, non sono altro che il recinto dentro cui sappiamo che il nostro rapporto con Lui può essere vissuto in pienezza, e la garanzia che la nostra vita, lì dentro, non va fuori strada, non si perde, non si mette in disordine.

Anche per San Paolo l’ordine è un altro, se si segue Gesù: stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e la debolezza di Dio è più forte degli uomini. Che sembra strano, letta così; eppure nella prospettiva di Dio la sapienza non è sapere tante cose ma saper affrontare la vita. E la forza, la fortezza non è riferita ai muscoli, o all’alzare la voce, ma alla capacità di superare le prove che la vita ci fa incontrare.

Se allora sembra che Gesù si arrabbi è solo perché vuol farci capire che per la nostra vita è importante fare ordine, fare verità, grattare via ciò che è in più. E questa Quaresima ci dà l’opportunità di provarci. Perché il rischio, non facendo ordine, è quello di pensare che le nostre scelte, le nostre idee, i nostri valori, tutto, possa essere messo sul mercato, possa essere messo in vendita, possa essere barattato con ciò che all’apparenza vale di più (ma poi ci accorgiamo che vale di meno).

Può addirittura capitarci di contrattare il nostro rapporto con il Signore, per cui se prego, devo ottenere qualcosa, se chiedo, quello che ho chiesto deve succedere. San Paolo ci ricorda, su questa linea, che i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, ma noi annunciamo Cristo crocifisso.

Che nel nostro cammino di quaresima, l’incontro domenicale con Dio ci aiuti a capire l’ordine giusto per la nostra vita, perché al di là dei segni che potremmo chiedere, il nostro cuore abbia sempre il desiderio di annunciare Cristo, crocifisso e risorto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *